PD News – 16 marzo 2019

/ marzo 16, 2019/ News

Indice

  • ELEZIONI PROVINCIALI : il Partito Democratico in campo con la lista “Provincia Insieme”
  • “Piazzaweb”, la sfida digitale del Pd di Zingaretti al modello Rousseau: “Partecipazione vera”
  • Verso le Elezioni 2019: Scuola di formazione per Amministratori con i G.D. lecchesi
  • Assemblea Nazionale del Partito Democratico domenica 17 marzo 2019
  • Global Strike For Future: il PD Lecco a fianco degli studenti che hanno partecipato alla giornata di mobilitazione per l’ambiente
  • Trovare sul salario minimo un comune denominatore: la proposta del PD
 
ELEZIONI PROVINCIALI: il Partito Democratico in campo con la lista “Provincia Insieme”

Il Partito Democratico della Provincia di Lecco ha ufficializzato il 12 marzo scroso la lista che correrà alle prossime elezioni provinciali del 31 marzo.
La lista, chiamata Provincia Insieme – Lecco, è composta da Bruno Crippa (Sindaco di Missaglia), Francesca Mantonico (Consigliera comunale di Barzago), Giuseppe Scaccabarozzi (Consigliere comunale di Bellano), Elio Spotti (Consigliere comunale di Introbio), Agnese Massaro (Consigliera comunale di Lecco), Felice Rocca (Assessore comunale di Osnago), Patrizia Adamoli (Consigliera comunale di Montevecchia), Laura Bartesaghi(Assessore comunale di Annone Brianza), Lara Taderini (Consigliera comunale di Malgrate), Marco Passoni (Sindaco di Olginate),Sonia Mazzoleni (Consigliera comunale di Calolziocorte) e Andrea Mangione (Consigliere comunale di Monte Marenzo).
“La lista ‘Provincia Insieme – Lecco’ si caratterizza per il forte radicamento territoriale, tutti i circondari della provincia sono rappresentati con un’importante varietà di competenze al fine di portare, all’interno del consiglio provinciale, le istanze di tutte le aree del nostro territorio” commenta Michele Bianco, responsabile Enti Locali del PD lecchese. “Dopo quattro anni di responsabilità amministrative importanti, ci ripresentiamo agli amministratori della nostra provincia forti della prova di buona gestione di un ente che, spogliato di ogni risorsa dal Governo centrale, resta comunque un punto di riferimento per tutte le amministrazioni locali. Nelle prossime settimane faremo un tour per tutti i circondari a presentare il rendiconto del lavoro svolto in questi quattro anni, e a confrontarci sul programma per i prossimi due”.
“Quella che presentiamo quest’oggi è una lista aperta, caratterizzata da una rappresentanza territoriale completa, che denota l’impegno degli amministratori di centrosinistra e con un forte rinnovamento accompagnato da figure altamente affidabili che hanno dimostrato nei precedenti mandati disponibilità e competenza” aggiunge Marinella Maldini, segretaria del PD della provincia di Lecco. “I prossimi anni saranno connotati da impegno e ricerca di soluzioni per dare risposte concrete ad amministratori, cittadini e Istituzioni. Sarebbe necessario anche il supporto di Regione Lombardia, interlocutore privilegiato delle Province. Da parte del PD Lecco un ringraziamento ai candidati e l’augurio che tutti si impegnino per far sì che la provincia sia la ‘Casa dei Comuni’”.

Dal sito del PD Lecco
“Piazzaweb”, la sfida digitale del Pd di Zingaretti al modello Rousseau: “Partecipazione vera”

Rivoluzione digitale in arrivo per il Pd. Il segretario Nicola Zingaretti ha in mente un’operazione a tappe per potenziare la presenza del partito sui social. E superare il modello partecipativo del M5s con una nuova piattaforma web alternativa a Rousseau, che sta rivelando via via tutti i suoi limiti.

Il primo passo per il neosegretario dem è il costante monitoraggio dei flussi di informazione, con una task force di “sentinelle dei social”, impegnate a smascherare troll, fake news o notizie virali montate ad arte. E, se è il caso, contrattaccare. La seconda tappa sarà la creazione di una “Piazzaweb social”, un vero e proprio “ecosistema digitale” dove le persone possono dialogare, scambiarsi informazioni, aprire comitati, organizzare iniziative. Un modo concreto, insomma, per far discutere le persone e “aprire” il partito, rendendolo modernamente inclusivo.

La deadline è il mese di aprile, entro il quale Zingaretti ha intenzione di organizzare una giornata in cui chiamare a raccolta tutti quelli che vogliono dare una mano a creare il nuovo “digital party”. Una mobilitazione aperta a tutti, con lo scopo di aggiornare il modello partecipativo del Pd alle modalità e ai sistemi della comunicazione contemporanea. L’esempio a cui guardare non è nostrano ma si trova oltreoceano, ed è quello del partito democratico Usa.

Il monitoraggio costante dei flussi è “un’operazione molto utile dal punto di vista politico” secondo Dino Amenduni, consulente di comunicazione politica e socio di Proforma, l’agenzia barese che negli ultimi anni ha lavorato a molte campagne elettorali del centrosinistra. “Il capitale contemporaneo dei politici è la reputazione – spiega Amenduni – quindi Zingaretti fa bene a tenere d’occhio eventuali procedure di disinformazione nei confronti suoi o del Pd, nate in Italia o all’estero”.

Allo stesso tempo però, l’esperto sottolinea l’urgenza di avviare in parallelo anche due altre azioni: “La prima questione riguarda la produzione dei contenuti, coerenti con la linea politica che si intende adottare. È fondamentale alimentare il dibattito anche creando contraddizioni nella maggioranza”.

Ma c’è una terza questione ancora più urgente, ossia quella del coinvolgimento dei militanti: “Il Pd ha una lunga tradizione di partecipazione che passa dai circoli sui territori”, continua Amenduni. Ossia una rete “fisica” già esistente, composta dalle migliaia di militanti che già durante la campagna congressuale hanno fatto sentire la loro presenza, ma che adesso va potenziata anche nel mondo digitale. “Nel frattempo – sostiene l’esperto – il mito della partecipazione su Rousseau sta scemando, perché oramai è chiaro che non si tratta di un posto in cui si costruiscono le politiche pubbliche insieme ma dove si vanno a ratificare decisioni prese altrove. Il Pd ha pertanto una grande occasione di superare il M5s sul piano della partecipazione: tutto sta a capire come includere le persone nelle scelte, in maniera continuativa e con regole stabili”.

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO SU REPUBBLICA 

Verso le Elezioni 2019: Scuola di formazione per Amministratori con i G.D. lecchesi
Amministrare un territorio non è un “mestiere” facile: occorre impiegare tempo ed energie e, inoltre, occorre imparare a muoversi all’interno di un mondo sconosciuto e, a tratti, complicato.
Per questo, in vista delle sfide elettorali del 2019 , i Giovani Democratici Lecco propongono una SCUOLA di FORMAZIONE per amministratori, in particolare rivolta ai più GIOVANI. Attraverso 4 incontri serali saranno analizzati gli aspetti più importanti dell’attività amministrativa, grazie alla presenza di esponenti politici e a giovani amministratori che si sono spesi attivamente per il loro territorio.7
Assemblea Nazionale del Partito Democratico domenica 17 marzo 2019

L’Assemblea nazionale del Partito Democratico si riunirà domenica 17 marzo presso l’Ergife Palace Hotel (Via Aurelia, 619 – Roma).
I lavori avranno inizio alle ore 10.30 e saranno trasmessi in diretta sul sito del Partito Democratico, sulla pagina Facebook e sul canale Youtube del PD.

 
Global Strike For Future: il PD Lecco a fianco degli studenti che hanno partecipato alla giornata di mobilitazione per l’ambiente
Moltissimi giovani hanno preso parte venerdì 15 marzo alla grande manifestazione in piazza Cermenati a Lecco, dedicata alla giornata di mobilitazione per l’ambiente.
ll “Global Strike For Future”  ha visto iniziative in tutto il mondo contro le mancate politiche per fermare la febbre del Pianeta. Una grande mobilitazione che fa seguito ai #fridaysforfuture, nati dalla protesta della sedicenne Greta Thunberg a Stoccolma in occasione della scorsa COP24, che ha riscosso ampia adesione in Italia.

Anche il PD Lecco si è mostrato a fianco degli studenti che hanno partecipato alla giornata di mobilitazione per l’ambiente. In particolare, così ha commentato Marinella Maldini, Segretaria provinciale PD Lecco: “Come Partito Democratico della provincia di Lecco siamo al fianco degli studenti e della campagna lanciata da Greta Thunberg, che con il suo coraggio rappresenta un esempio di impegno civile. Non possiamo più aspettare. La battaglia per contrastare i cambiamenti climatici deve essere la priorità per la politica ed è molto positivo che i giovani, che sono i più interessati al futuro del pianeta, siano scesi in piazza oggi anche nel lecchese per chiedere di salvare il clima. Oggi è solo l’inizio, siamo sicuri che dalle manifestazioni odierne degli studenti partirà un percorso più ampio che coinvolgerà tutta la società nella difesa dell’ambiente. Noi ci saremo”.

A sostegno dei giovani manifestanti, è intervenuta anche Elena Villa, Resp. Ambiente PD Lecco: “Come PD siamo impegnati a 360° nella tutela dell’ambiente, dall’azione contro i cambiamenti climatici al sostegno alla produzione industriale sostenibile, dall’eliminazione dalla produzione di materiali non riciclabili all’incentivo di nuovi percorsi e processi di riciclaggio, dalla riduzione dello spreco e della produzione di rifiuti fino ad arrivare ad un’economia civile, meno tesa ai profitti e ad una più equa distribuzione delle risorse e dei benefici. Però non basta, c’è ancora molto da fare e ognuno deve fare la sua parte. Quindi onore e merito ai ragazzi che quando si svegliano scuotono dal torpore noi adulti, richiahyumando la politica alle sue responsabilità”.

Trovare sul salario minimo un comune denominatore: la proposta PD

Sulla carta in Parlamento c’è un’ampia maggioranza favorevole all’introduzione del salario minimo. La norma va però ben ponderata. Perché leggi affrettate e invise alle parti sociali raramente portano a riforme del mercato del lavoro efficaci e durature.


Il salario minimo legale è tornato ad animare il dibattito politico italiano ma questa volta si comincia ad entrare nei dettagli. Movimento 5 stelle e Partito democratico al Senato e Pd, Liberi e Uguali e Fratelli d’Italia alla Camera hanno presentato cinque diverse proposte di legge. Il salario minimo è anche il primo tema del capitolo lavoro del contratto di governo tra Lega e M5s. Quindi, sulla carta esiste in Parlamento un’ampia maggioranza favorevole. Tuttavia, un’analisi comparata mostra che le posizioni dei partiti sono piuttosto diverse. 
 
A 9 euro netti, il Pd fa la proposta più generosa per i lavoratori (e quindi più onerosa per i datori di lavoro), mentre il M5s propone 9 euro lordi. In entrambi i casi, soprattutto quello del Pd, si tratta di valori ben al di sopra della media Ocsese comparati ai valori dei salari medi o mediani. Le proposte di LeU e FdI, invece, con formulazioni molto simili, propongono di fissare il minimo al 50 per cento del salario medio indicato dall’Istat (quindi circa 7 euro), ma con variazioni regionali a seconda del livello di reddito, della produttività del lavoro e del tasso di occupazione regionale. Un’ipotesi comprensibile in un paese diseguale come l’Italia, anche se non se ne trova traccia in Europa e tra i paesi Ocse, minimi regionali esistono solo in grandi paesi federali come Usa, Canada o Messico. 
 
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