PD News – Speciale Primarie 3 marzo

/ marzo 2, 2019/ News

Indice

  • Promemoria Primarie PD: scegli il segretario. Quando, dove e come votare nella Città di Lecco
  • Primarie PD: tutte le sedi di seggio in Provincia di Lecco
  • Primarie PD: tutte le informazione utili
  • Primarie PD: l’appello al voto dei tre candidati
  • Primarie PD: il confronto su Sky TG24 tra i candidati Giachetti, Martina, Zingaretti
  • Primarie PD, la storia dei risultati dal 2007 a oggi
Promemoria Primarie PD: scegli il segretario. Quando, dove e come votare nella Città di Lecco
 
 
Primarie PD: tutte le sedi di seggio in Provincia di Lecco

Al seguente link  tutte le sedi di seggio dove sarà possibile votare nella Provincia di Lecco.

Possono partecipare al voto per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea nazionale tutte le elettrici e gli elettori che, al momento del voto, rientrano nei requisiti di cui all’art. 2, comma 3 dello Statuto del PD, ovvero le elettrici e gli elettori che “dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito Democratico, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori”;
Gli studenti, lavoratori ed elettori fuori sede devono essersi obbligatoriamente registrati on-line entro la scadenza prevista per lo scorso 25 febbraio 2019, sul sito internet www.partitodemocratico.it, nell’apposita sezione “Congresso 2019”.
Gli studenti, i lavoratori e gli elettori fuori sede dovranno recarsi al seggio che gli sarà stato assegnato muniti di documento di identità.

Primarie PD: tutte le informazioni utili

QUANDO SI VOTA
Domenica 3 marzo 2019, dalle ore 8.00 alle ore 20.00.

DOVE SI VOTA
Nei 1.105 seggi istituiti in tutta la Regione (106 a Bergamo, 135 a Brescia, 54 a Como, 73 a Cremona, 44 a Lecco, 34 a Lodi, 80 a Monza/Brianza, 352 a Milano (uno, San Colombano al Lambro, inserito nel Collegio di Lodi) di cui 137 nel solo capoluogo, 62 a Mantova, 61 a Pavia, 20 a Sondrio e 84 a Varese).
Il numero dei seggi corrisponde a quello delle Primarie nazionali dell’aprile 2017.

CHI PUÒ VOTARE
– Tutti i cittadini italiani in possesso del certificato elettorale, i quali potranno votare solo nel seggio abbinato alla sezione in cui votano normalmente nel loro Comune di residenza per Amministrative, Politiche, etc.;
– Solo se si sono pre-registrati entro le ore 12 del 25 febbraio, tutti i cittadini che abbiano compiuto 16 anni alla data del 3 marzo (in seggi speciali loro destinati in ogni provincia);
– Anche in questo caso solo se pre-registrati come sopra, tutti i cittadini temporaneamente fuori sede per motivi di studio e di lavoro (sempre nei seggi speciali appositamente allestiti in ogni provincia);
– Ancora solo se pre-registrati, tutti i cittadini stranieri comunitari ed extracomunitari, questi ultimi solo se in possesso di regolare permesso di soggiorno (anche in questo caso all’interno dei seggi speciali destinati in ogni provincia ai pre-registrati).COME TROVARE IL PROPRIO SEGGIO
Attraverso l’apposito sistema “trovaseggio”: ne sono poi presenti versioni “locali” nei siti delle dodici Federazioni provinciali.Anche nel sito nazionale del Partito Democratico è presente un’area da cui gli elettori, inserendo i loro dati, vengono indirizzati al seggio loro riservato (l’unico in cui potranno votare).

 

PER COSA SI VOTA
Per eleggere il Segretario e l’Assemblea nazionali del Partito Democratico. I candidati a Segretario sono Maurizio Martina, Nicola Zingaretti e Roberto Giachetti, mentre per i 168 posti disponibili in Assemblea nazionale i candidati sono in totale 488, distribuiti nelle tre liste a sostegno dei candidati a Segretario:
– Fianco a Fianco Maurizio Martina;
– Piazza Grande con Nicola Zingaretti;
– Sempre Avanti Giachetti Ascani.

 IL CONTRIBUTO RICHIESTO
Agli elettori viene richiesto un contributo di 2 euro, che rimane integralmente sul territorio anzitutto a copertura delle spese e a sostegno dell’attività locale del partito. LA LOMBARDIA E LE PRIMARIE
Il territorio lombardo è stato suddiviso per le Primarie del 3 marzo – secondo criteri di omogeneità legati sia al numero di abitanti sia al sistema elettorale in vigore per il Parlamento – in 28 Collegi. Di questi, 3 corrispondono alla provincia di Bergamo, 4 a quella di Brescia, 2 alla provincia di Como, 2 alla provincia di Monza e Brianza, 3 alla provincia di Varese. Le province di Lecco e Sondrio sono riunite in un unico Collegio mentre alla Città metropolitana di Milano corrispondono 9 Collegi, di cui 4 per il solo capoluogo. Le province di Cremona, Lodi, Mantova e Pavia hanno un Collegio ciascuna.I VOLONTARI PD COINVOLTI
Per ciascun seggio è richiesta la presenza di un Presidente e almeno due scrutatori. I volontari impegnati operativamente nell’appuntamento del 3 marzo sono calcolabili in oltre 4mila.

IL COMUNE PIÙ GRANDE E QUELLO PIÙ PICCOLO
Il Comune più grande in cui siano costituiti seggi è ovviamente quello di Milano (1.366.180 abitanti) che ne vedrà aperti 137. Il Comune lombardo più piccolo in cui sarà in funzione un seggio è quello di Romagnese, in provincia di Pavia, che conta appena 669 residenti.

LA SCHEDA ELETTORALE

Questo il fac-simile della scheda elettorale che gli elettori riceveranno il 3 marzo (clicca sulle immagini per ingrandirle). Si vota apponendo una croce su una sola delle candidature a Segretario.

 


Al seguente link la versione scaricabile del volantino con tutte le informazioni utili.  
Dal sito del PD Lombardo.
 

Primarie PD: l’appello al voto dei tre candidati
Zingaretti:“Solo un anno fa gran parte dell’Italia pensava che la partita per i democratici era finita, era chiusa, e che si stava andando fra un bipolarismo tra centrodestra e il M5s”. La situazione, però, “sta improvvisamente cambiando e si sta riproponendo l’ipotesi di un’alternativa tra centrodestra e centrosinistra. Ma dobbiamo cambiare, dobbiamo voltare pagina. Va aperta una nuova storia che permetta di tornare ad essere credibili come alternativa a questo governo. Gli ultimi risultati ci dimostrano che quando vengono avanti candidature unitarie, che “vogliono indicare una via di cambiamento, questo popolo di centrosinistra comincia a riunirsi e comincia a riproporsi come un’alternativa. Chiedo coraggio, passione e fiducia per cambiare”.
 
Martina“Contrastare la deriva che il Paese ha oggi, in particolare di fronte a Lega e Cinque Stelle, farlo con idealità e senza illudere, contro quelli che vogliono illudere senza ideali. Mi rivolgo a tutti gli elettori del Partito democratico pensando a un’idea che Kennedy ha espresso benissimo quando ha detto che bisogna essere convinti dei valori democratici, portare questa sfida nel Paese. Uniamo le forze e pensiamo al destino dell’Italia. Basta discutere tra noi nella logica dei renziani e degli anti-renziani, basta discutere tra noi dividendoci, uniamo le forze, costruiamo soprattutto un progetto che parli al futuro del Paese. Il tema è il destino dell’Italia prima ancora che il destino di questo partito. E come ogni volta, le ragioni dei democratici si capiscono se si guarda quello che dobbiamo fare fuori di noi”.
 
Giacchetti: “Avete di fronte a voi la possibilità o di tornare indietro oppure di andare avanti, sempre avanti. Come noi stiamo facendo con Anna Ascani. Abbiamo compiuto negli scorsi mesi “un giro straordinario in Italia” in cui, però,  “non ci davano neanche la possibilità di arrivare alle primarie”. “E invece le abbiamo superate con un brillante 11,5%. E noi siamo convinti di vincere, vogliamo vincere”. Vogliamo “ridare forza al progetto originario del Pd: quello che ha voluto Veltroni nel 2008, quello per il quale ci siamo battuti, quello che deve avere un’ambizione grande e deve costruire al suo interno grandi possibilità di speranza per il nostro Paese”
Primarie PD: il confronto su Sky TG24 tra i candidati Giachetti, Martina, Zingaretti
A pochi giorni dalle primarie del Partito Democratico, Roberto Giachetti, Maurizio Martina e Nicola Zingaretti si sono sfidati negli studi di Sky TG24 nell’unico confronto tra i candidati alla segreteria. A moderare il dibattito è stato Fabio Vitale ed i temi su cui il dibattito si è focalizzato hanno riguardato il rilancio del partito, il rapporto con Matteo Renzi, i temi della sicurezza e dell’immigrazione, le misure economiche necessarie per il Paese, il reddito di cittadinanza e la crisi in Venezuela  gli argomenti affrontati nel corso del confronto. Nell’ultima parte del dibattito, ogni candidato ha potuto porre una domanda a uno degli avversari e rivolgere un appello finale agli elettori.

Primarie Pd, la storia dei risultati dal 2007 a oggi
Dopo il precedente del 2005 con le primarie di coalizione dell’Unione vinte da Romano Prodi, il Partito democratico svolse le sue prime primarie nel 2007: trionfò Veltroni. Nel 2009 e nel 2012 doppia vittoria di Pier Luigi Bersani. Nel 2013 e nel 2017 bis di Renzi.
Le primarie sono lo strumento con cui nei suoi 11 anni di vita il Partito democratico ha scelto i suoi segretari, a livello locale o nazionale, nonché i candidati premier delle coalizioni di cui ha fatto parte (DA VELTRONI A MARTINA, TUTTI I SEGRETARI DEL PD). Mutuate dall’esperienza degli Stati Uniti, dove sono prassi istituzionale dalla metà dell’800, nel nostro Paese hanno fatto fatica ad attecchire, tanto che allo stato attuale sono uno strumento che è stato utilizzato quasi esclusivamente proprio dalla formazione di centrosinistra. In realtà, però, la scelta di introdurre le primarie precede la nascita del Pd e ha il marchio di fabbrica di Romano Prodi, che nel 2005 propose al suo partito, L’Unione, di organizzare una consultazione popolare per decidere chi sarebbe stato il futuro candidato della coalizione alla presidenza del Consiglio. Le primarie di coalizione si tennero il 16 ottobre 2005. Con più di 4 milioni di votanti, Prodi vinse a mani basse con 3.182.000 voti (74,1%), secondo Bertinotti (Prc), terzo Mastella (Udeur). La coalizione dell’Unione vinse poi le Politiche del 2006, anche se cadde dopo due anni. Nel frattempo era nato il Pd, fusione di Ds e Margherita.
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